Per conquistare occorre convincere

Uno dei principali ostacoli alla seduzione è la scarsa capacità di convincere le donne di essere esattamente l’uomo che cercano (nella media: un maschio alfa dominante). Molto spesso gli esperti dicono che ciò è dovuto a una carenza di autostima. In effetti, si domandano, come possiamo convincere delle donne se prima di tutto non abbiamo fiducia in noi stessi?

Il concetto è giusto e non a caso è un continuo fiorire di corsi di autostima, pensati quasi sempre per i manager e per tutti coloro che vogliono avere un miglioramento della loro situazione economica. L’autostima conosce però un suo nemico interno, che azzera ogni possibilità di seduzione: l’esagerata autostima. Ovvero l’incapacità di migliorarsi per rendersi credibili.

Poche settimane fa mi sono arrabbiato a morte con un mio vecchio amico perché stava ancora lamentando il fatto che una nostra conoscente avesse intrecciato una relazione con un tipo che lui qualificava come “stronzo”. Ora, la leggenda urbana che alle donne piacciano gli stronzi è veramente dura a morire e fa parte di quegli stereotipi maschilisti e anti-femminili, di cui è zeppa la nostra società.

Gli ho fatto capire che l’unica differenza tra lui e il tizio con cui stava non era nel fatto che lui fosse un ragazzo a posto e l’altro uno stronzo. No, la vera differenza è che il tizio in questione conosceva i propri limiti, ma sapeva quello che voleva. Quindi lavorava su sé stesso per migliorarsi e non perdeva il tempo a compiacersi o auto-stimarsi. Perché stimarsi, in fin dei conti, significa attribuirsi un “valore” che qualsiasi test psicologico ha dimostrato essere sopra la media.

Un esempio classico? Quando vendiamo l’automobile o un bene che ci appartiene siamo disposti a stimarlo maggiormente rispetto al valore che pagheremmo per acquistarlo, alle stesse condizioni. Per noi la nostra macchina di 8 anni e 100.000 chilometri vale di più quando la vendiamo, mentre pagheremmo volentieri di meno se dovessimo acquistarla. Si parla di “valore affettivo”, in realtà consideriamo migliori le cose che ci appartengono ed è per questo motivo che non siamo disposti a riconoscere un nostro errore nell’acquisto di qualcosa che ci delude. Ci facciamo piacere le cose anche a dispetto dei santi. Si chiama coerenza, ma anche sopravvalutazione di sé.

Perché è importante capire questo? Perché la seduzione implica un che di persuasivo, che parte dalla comunicazione e arriva fino al linguaggio del corpo e non potremo mai essere persuasivi se non attribuiamo a noi stessi e alle nostre qualità il loro reale valore. Il mio amico pensava di essere meglio di un’altra persona e si preoccupava di qualificarla, anziché pensare a migliorare sé stesso e ottenere ciò che aveva ottenuto l’altro.

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