Il secondo problema: gestire l’ansia

C’è una canzone dei Green Day, un gruppo punk rock ancora attivo, che dice “nice guys finish last” cioè “i bravi ragazzi arrivano sempre ultimi”.

Se chiedi a una ragazza cosa è per lei un bravo ragazzo, cioè un ragazzo troppo bravo, ti fai la convinzione che sia “un ragazzo che non ci prova”. Ma anche in questo caso è una definizione limitante, che non coglie il punto. E con ragione. Le ragazze non ammetterebbero mai che la verità va ancora più oltre.

I bravi ragazzi sono quelli che non la fanno sentire desiderata, che non fanno nulla per accendere un minimo di fantasia e quando, per puro caso, ci riescono sono “bravissimi” a spegnere la fiamma, rassicurando la ragazza che non è intenzione loro provarci.

Ho chiesto a una mia amica se questa definizione secondo lei è corretta.

Mi ha detto: “è l’unica definizione veramente corretta”. 

Perché mi ha detto così? Perché ne ha avuto esperienza, come tante ragazze carine. 

Mi dice: “mi è capitato di interessarmi a qualche ragazzo perché era intelligente, spiritoso, carino, ma poi mi ha sempre dato l’impressione che non gli piacessi, che non volesse andare oltre, chiedermi di uscire. Mi sono messa dei problemi, mi vestivo bene, ero attraente, e lui era poco interessato”.

E cosa è successo dopo?

Facile immaginarselo.

Ma perché si diventa bravi ragazzi? Qual è la radice di questo problema? Perché non le fa sentire desiderate?

  1. Paura di un rifiuto
  2. Paura di passare per troppo interessato
  3. Paura di deluderla
  4. Timidezza
  5. Non riuscire a trovare il contesto giusto (mancanza di esperienza)


Se andiamo ad analizzare bene questi motivi, capisci bene che si riconducono quasi tutti all’ansia. 

L’ansia è alimentata da almeno tre fattori:

  1. Sopravvalutazione delle conseguenze di un’azione o di un evento.
  2. La mancanza totale di esperienza in fatto di donne.
  3. L’idea che non fare nulla equivalga a fare comunque qualcosa.

Quando l’ansia riguarda l’accoppiamento produce sgradevoli conseguenze.

  1. Ti tiri indietro e non fai la prima mossa.
  2. Aspetti che sia lei a farla, generando confusione e disinteresse.

Se la timidezza in qualche modo può risultare interessante (esistono ragazze attratte dalla timidezza) l’insicurezza e l’ansia lo sono molto meno. 

Una ragazza potrebbe infatti associare la tua incapacità di prendere delle decisioni a un elemento di timidezza, di riservatezza, di mistero, di non voler scoprire le proprie carte, ma dalla timidezza alla codardia il passo è molto breve e i codardi non piacciono.

Un ragazzo che non ci prova è un ragazzo disinteressato, anche se mostra dei segnali di interesse, come uno sguardo prolungato.

L’ansia è quindi la madre delle tue indecisioni, del fatto che non ti muovi, che non ci sai fare. E dipende dal fatto che ancora non hai capito cosa vogliono le ragazze.

Abbiamo già spiegato che le ragazze desiderano intimità e sesso proprio come te, cioè una relazione ad ampio spettro, con un ragazzo generoso, in grado di dar loro un valore aggiunto.

Se è questo che cercano perché mettere in atto azioni volte a non farti trovare?

La procrastinazione – secondo gli psicologi – è determinata dal sollievo provato sul momento nel sapere di poter rimandare qualcosa che ci dà fastidio, ci crea stress, preoccupazione, ansia.

Immagina di dover sostenere un esame all’università, hai studiato poco e in vista dell’appello ti senti con l’acqua alla gola. Il solo pensiero che potrebbe essere rimandato ti fa sentire meglio.

Ma nel concreto che risultati ottieni? Di sicuro, alla prossima data, sarai ancora nella situazione di prima perché non hai imparato a prendere di petto i problemi e a sentire il sollievo dall’averli risolti. La mancanza di un metodo di studio adeguato è indice della tua ansia che si riflette in una incapacità di assumerti dei doveri.

Se trasferiamo questo atteggiamento nell’approccio con le ragazze è chiaro quello che ti capita.

Se non azzardi una mossa ti senti meglio, provi sollievo, ma nella realtà sei costretto ad accontentarti di bugie come…

… “però mi ha salutato, ci siamo guardati, sembrava interessata, magari le piaccio davvero, ok la prossima volta mi avvicino e le parlo”.

Queste fantasie adolescenziali dovrebbero cessare intorno ai 16 anni perché sono adolescenziali e perché sono fantasie.

Ad aggravare il tutto c’è anche quella tendenza così umana di reiterare nell’errore perché anche la procrastinazione dà dipendenza.

Un comportamento ripetuto diventa abitudine e si ripete per via di automatismi sempre più difficili da scalfire.

Se alleni il tuo cervello a rimandare sempre, alla fine ti offrirà la procrastinazione come prima opzione visto che ti fa stare bene. Torneremo su questo concetto nel corso avanzato.

La tendenza a ripetere questi meccanismi malsani viene perché vorrai godere a tutti i costi il sollievo istantaneo della procrastinazione, che spegne l’ansia del momento, anziché provare il sollievo di essere riuscito a fare una mossa.

C’è una differenza abissale in questo, eppure tanti pensano che fare la prima mossa produca eventi catastrofici fuori controllo.

L’unico vero evento catastrofico sarà quello più spiacevole: la tipa che ti piace si metterà insieme a un altro che ha avuto la semplice idea di provarci.

Allora come devi eliminare l’ansia?

L’ansia è prodotta dall’illusione di voler controllare tutto e dalla falsa convinzione che senza il tuo controllo andrà tutto male. 

Si genera una forma di anticipazione del problema, che può essere annullata solo dall’anticipazione del sollievo.

Ma c’è un enorme equivoco. Tu non puoi controllare tutto. Hai voce in capitolo su delle cose che capitano a te, forse hai un po’ di influenza sul comportamento di qualcuno a te vicino, ma la tua sfera di influenza sugli eventi finisce lì.

Pensaci bene: quanto sei in grado di incidere sulla sfera altrui?

Poco e nulla, poche selezionate persone. I fatti accadono e tu li subisci. Ma è giusto che sia così perché la parte che ti può interessare è minima.

Di quello che fa un tizio che incrocia il tuo sguardo per strada non te ne frega nulla.

E a lui frega ancora meno di te.

Se ritieni di poter controllare tutto e che controllando tutto non avrai ansia (invece è il contrario) finirai con l’anticipare dei risultati che sono al di fuori della tua portata e che avranno sempre una connotazione negativa.

Spesso finisci con l’avverare la tua profezia negativa.

Ti faccio un esempio. 

Devi sostenere quell’esame all’università, non hai studiato e sei travolto dal panico. Inizi a sospettare che il professore – maledetto! – ti chiederà proprio quell’argomento che non sei riuscito a vedere negli ultimi febbrili giorni di studio, dopo settimane trascorse a girarti i pollici su internet.

Divorato dall’ansia, giri per la stanza cercando di ripetere a memoria quello che sai.

L’indomani mattina, dopo una notte di pensieri, poca concentrazione e un’insonnia che avrebbe fatto onore a Dracula, affronti la prova e immancabilmente il prof ti fa propria quella domanda su quell’argomento.

Pensi: che sfiga! Che stronzo!

Ma la verità è che sei stato tu a creare le conseguenze negative che potevi prevedere con largo anticipo.

La profezia che si auto-avvera è molto comune nelle relazioni tra una ragazza esperta e un ragazzo alle prime armi.

Egli è geloso di tutto, insicuro, non sa ancora come funzionano le donne… non sa che la sua ragazza potrebbe avere un interesse in astratto anche per altri ragazzi, che non si concretizza mai perché lei pensa proprio a lui, ha il cuore solo per lui…

Eppure lui è insicuro, teme che lei potrebbe lasciarlo per quel tizio che ha salutato in palestra. Inizia a pensare che potrebbe tradirlo, giusto ieri è rientrata un po’ tardi dalla palestra, magari erano insieme!

Allora aumenta il controllo su di lei, i cattivi pensieri lo spingono a controllare il telefono, i like, con chi si messaggia, fino a che non arriva lo scontro verbale.

Lei lo rassicura, gli dice quello che prova, che sì quel ragazzo è carino, ma non le interessa, è lui che vuole. Ma il nostro eroe non è convinto, l’ansia ormai lo sta consumando dentro, il panico detta le sue decisioni.

La affronta a muso duro, la accusa di essere una zoccola.

Naturalmente è tutto nella sua testa, ma ormai si è spinto troppo oltre: lei non ha altra strada che lasciarlo.

La profezia di essere lasciato si è avverata, ma l’ha procurata lui.

In realtà ci sono poche cose che puoi davvero prevedere e su quelle puoi lavorare senza per forza anticipare l’effetto più negativo.

Se sei così ansioso anche con le ragazze andrà male, perché prima ancora di fare una singola mossa ti prefigurerai la conseguenza peggiore, togliendoti qualunque possibilità.

Quanto pensi di poter sapere come andrà il futuro? Devi essere molto pessimista e molto ansioso se pensi che andrà sempre in quel determinato modo.

E francamente è ora che tu capisca che dipende dalla porzione di eventi e fatti, decisioni e scelte che puoi fare. Non sono molte. Ed è meglio così.

Meno scelte = scelte più intelligenti.

Credimi se ti dico che anche queste poche scelte ben selezionate bastano per centrare il tuo annoso obiettivo di conoscere più ragazze e farci sesso, con ricadute positive su tutto il resto.