Perché conviene concentrarsi su certi aspetti e non altri

Ho voluto illustrarti i concetti fondamentali, ribadendo dei fatti incontrovertibili che spesso vengono nascosti per convenienza, perché non fa piacere sentirseli dire.

La nostra specie è schiacciata tra due tipi di evoluzione: una di tipo biologico e l’altra di tipo culturale. 

L’evoluzione culturale preme su di noi come quella biologica, e agisce in minor tempo.

Dall’altro lato c’è la pressione dell’evoluzione della specie, dell’adattamento, del miglioramento che è condizionata principalmente dall’ambiente in cui viviamo. Ma è lenta, si sa.

Nonostante l’evoluzione culturale sia forte e rapida, non riesce a intaccare i meccanismi di sopravvivenza ancestrali, né quelli deputati alla riproduzione.

Un esempio è lo stress e il meccanismo del combatti o fuggi. Lo stress cronico può formarsi a causa di una ripetizione nel tempo di meccanismi di paura e ansia, da combatti o fuggi, che però non riguardano davvero la sopravvivenza, com’era ai tempi in cui trovavamo rifugi occasionali sugli alberi o nelle caverne.

In termini culturali, una donna può anche decidere di crescere da sola un figlio, ma l’istinto di averlo e il desiderio di crescerlo è molto forte. Avrà bisogno di un uomo e l’istinto la porta verso questa opzione. Ma a sua volta l’evoluzione culturale può correggere il tiro, facendole scegliere un ragazzo con un lavoro stabile anziché uno attraente, ma infantile. Non è legata per forza a schemi validi 10.000 anni fa.

Sono concetti con i quali, crescendo, impariamo tutti a misurarci.

Per la scienza, la seduzione e l’attrazione sono fenomeni naturali e spiegabili con precise reazioni chimiche. La psicologia e l’antropologia spiegano i motivi culturali per cui facciamo determinate scelte.

Tu non puoi sottrarti né ai meccanismi evolutivi né ai fattori culturali.

L’idea di poter assumere una forma di ribellione rispetto a questi meccanismi è ridicola. Non puoi credere ingenuamente che, a parità di condizioni, la donna preferisca quello con le spalle strette a quello con le spalle larghe o il povero al ricco.

Devi lavorare all’interno di questa cornice e presentarti nel migliore dei modi per essere più appetibile nel mercato dei rapporti personali.

Ma esiste una scorciatoia per farlo e farsi notare?

Assolutamente sì! I social media sono delle scorciatoie: Instagram, Facebook, Tik Tok, Tinder nascono con il recondito obiettivo di rendere facili i rapporti umani, specialmente quelli di tipo sessuale. È ovvio che non viene dichiarato, ma è così.

Le altre scorciatoie sono determinate proprio dal nostro comportamento.

Ogni nostro comportamento è volto a consentirci di trovare il partner ideale.

Il più scontato? Tendiamo ad aggregarci secondo criteri di similitudine, ovvero trascorriamo il tempo molto più volentieri con persone simili a noi.

Guarda queste due foto:

Studenti che vestono simile
Stessa città, quartieri differenti

Le pressioni culturali ci spingono ad aggregarci secondo dei criteri di omogeneità. Per cui alla fine frequentiamo persone non troppo diverse da noi.

E questo succede a ogni età.

Questa strategia di “riunirci in un punto solo” è ovviamente vantaggiosa. Hai la possibilità di stare con una persona molto simile a te, e quindi non ci sono sorprese, sai che ti puoi fidare.

Se sei cresciuto nella provincia italiana, puoi avere fatto esperienza di questa forma di “controllo sociale” in piccole realtà urbane, dove si sa tutto di tutti, per cui è facile conoscere la natura delle relazioni per il semplice fatto che si conoscono le famiglie di provenienza.

Oggi queste forme di controllo vengono meno, ma non viene meno il desiderio di uniformarsi. I social media come Instagram o Facebook, che sono sostanzialmente dei grandi mercati delle possibili relazioni, lo sanno bene.

Gli hashtag non sono altro che delle forme di aggregazione per interessi in comune.

È chiaro che Meta, come impresa, lo fa perché vuole profilarci dal punto di vista pubblicitario, ma è proprio perché funziona è il motivo per cui non dovresti sottrarti alla regola: “Cerca tra i tuoi simili”.

È il momento di imparare un altro concetto fondamentale della seduzione

Più sei eccentrico e difforme dall’ambiente in cui ti muovi, più difficoltà avrai a sedurre.

Non credere alle storie da film, quelle eccezioni che valgono solo in quanto confermano la regola: se ti scosti troppo dal modus operandi e modus vivendi dell’ambiente in cui vivi, avrai molte meno opportunità, soprattutto quando sei più giovane. Fare l’alternativo paga solo se trovi una persona alternativa, tra eccentrici ci si intende, ma due eccentrici fanno una coppia di simili.

Guarda in faccia la realtà: gli attori stanno con le attrici, le showgirl della televisione con imprenditori e calciatori, le modelle con i piloti di formula 1, gli studenti con le studentesse, le segretarie con gli avvocati, le igieniste dentali con i dottori et cet…, ovunque ti giri vedi molto conformismo e tanta uniformità.

E c’è un motivo.

Avere troppe differenze complica le relazioni, spinge a cercare cose in comune al di fuori degli assi fondamentali di un rapporto.

Invece, avere gusti in comune e navigare nello stesso ambiente (modo in cui parli, quanto spendi, come ti vesti, cosa guardi in tv, che locali frequenti, perfino come ti muovi, dove lavori) facilita enormemente i rapporti personali.

Le ricerche sugli studi sociali lo confermano.

Il confine tra “tipo particolare” e “soggetto sfigato” è molto labile, quindi cerca di tenere a mente questa regola fondamentale. La richiameremo anche dopo con esempi specifici.

Per concludere e riepilogando…

Hai più relazioni se emergi dalla massa anziché distinguerti da essa. È più facile l’approccio con una ragazza se non sei lo sfigato di turno, il tizio strano, quello che veste male o non si uniforma alle regole (esempio: mettere il deodorante è una convenzione sociale, puzzare è inaccettabile e attirerai solo ragazze con l’olfatto incasinato).

È un principio generale che ha alcune eccezioni, ma che se osservi rende tutto più semplice. Non devi essere diverso dagli altri, devi essere IN PIÙ degli altri.